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ROMAGNOLI EDOARDO
Romagnoli Edoardo tiene insieme quattro delle denominazioni più impegnative delle Marche, muovendosi tra rossi e bianchi su terroir che non si somigliano. Dalla zona compatta di tre comuni intorno a Serrapetrona arriva la Vernaccia, vinificata da uve scure sia in versione spumante sia in rosso fermo; dal versante costiero, il Cònero unisce Montepulciano e Sangiovese in bottiglie costruite su un lungo affinamento. Il resto del quadro è affidato al Verdicchio, letto in due chiavi distinte. La Riserva di Matelica, dell'interno, e quella dei Castelli di Jesi raccontano lo stesso vitigno su comprensori diversi—rispettivamente otto e diciannove comuni—dove altimetria e suoli spingono il bianco verso profili minerali riconoscibili. È un portafoglio che rinuncia alla comodità di un'unica cifra stilistica per attraversare la regione nelle sue espressioni più titolate, tenendo la spumantizzazione della Vernaccia accanto alla struttura dei rossi e alla precisione dei Verdicchio d'annata lunga.
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Cosa produce
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva
Cònero
Verdicchio di Matelica Riserva
Vernaccia di Serrapetrona