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Vini · 532 denominazioni

Il vino italiano, nome per nome

Ogni denominazione enologica italiana — DOCG, DOC e IGT — con la zona di produzione ricavata dal disciplinare ufficiale, i comuni inclusi nei confini legali e i produttori risultanti dagli elenchi soci dei consorzi di tutela. Un registro aggiornato ogni volta che i consorzi pubblicano le loro liste.

L'Italia tutela più nomi di vino di qualsiasi altro Paese: 532 denominazioni, dagli oltre 70 DOCG in cima alla piramide fino alle ampie IGT regionali. Ognuna è un documento di legge — un disciplinare che fissa i vitigni, le rese, l'invecchiamento minimo e, soprattutto, la zona di produzione esatta. Su ItalyTasteMap ogni nome è disegnato sui confini comunali reali, non uno spillo su una città, e collegato ai produttori dell'elenco soci ufficiale del consorzio. La classificazione è una scala di regole via via più strette: l'IGT indica una regione e una lista ampia di uve; la DOC restringe zona e metodo; la DOCG aggiunge una commissione di assaggio e una fascetta numerata di garanzia. Niente marketing: è il registro UE delle indicazioni geografiche, letto dalla fonte.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra DOCG, DOC e IGT?
Sono tre livelli dello stesso sistema. L'IGT (Indicazione Geografica Tipica) lega il vino a una regione ampia con regole larghe. La DOC (Denominazione di Origine Controllata) fissa una zona più piccola, i vitigni ammessi, le rese e il metodo. La DOCG (…e Garantita) aggiunge un assaggio ufficiale e una fascetta numerata di garanzia: il livello più severo. Tutti e tre corrispondono alle categorie UE DOP (DOC/DOCG) e IGP (IGT).
Quanti vini italiani protetti esistono?
532 denominazioni di vino registrate, contate direttamente dal registro UE eAmbrosia. Il numero cambia man mano che nuovi nomi vengono registrati o le candidature si chiudono, per questo lo leggiamo dalla fonte invece di citare una cifra tonda.
Una DOCG significa un vino migliore?
Non automaticamente. La DOCG garantisce regole più severe e un assaggio ufficiale, non che ogni bottiglia sia superiore a una buona DOC o IGT. Molti vini celebri stanno in DOC o persino in IGT per scelta: il livello certifica origine e metodo, non il gusto personale.