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Oli · 52 denominazioni

Olio extravergine, zona per zona

Ogni olio extravergine DOP e IGP certificato in Italia, con la zona geografica di produzione tracciata sui confini comunali ISTAT e i produttori ufficialmente iscritti al consorzio di tutela di riferimento. I dati vengono dagli stessi soggetti che, per legge, certificano la denominazione.

L'Italia registra 52 oli extravergine protetti — DOP e IGP — dagli oli delicati della Riviera ligure a quelli robusti e piccanti di Puglia e Sicilia. Ogni denominazione fissa le cultivar, le regole di raccolta e molitura e la zona di produzione esatta: il nome in etichetta è un luogo, non un marchio. ItalyTasteMap disegna ogni zona sui confini comunali reali e la collega ai frantoi e alle aziende dell'elenco ufficiale del consorzio. Dove una bottiglia dice solo 'extravergine italiano', l'origine è un Paese; dove porta un nome DOP o IGP, l'origine è un paesaggio con un'identità legale — la differenza che questo atlante è fatto per rendere visibile.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra olio DOP e IGP?
Per una DOP (Denominazione di Origine Protetta) tutto il processo — coltivazione, raccolta e molitura — avviene dentro la zona definita con le cultivar previste. L'IGP (Indicazione Geografica Protetta) richiede che solo una fase, e un legame reale col territorio, avvengano lì. La DOP è la garanzia di luogo più stretta; entrambe sono origini protette UE, non termini di marketing.
Come si legge l'etichetta di un olio italiano?
Cerca un nome DOP o IGP e l'annata di raccolta. 'Extravergine' è una categoria di qualità, non un'origine; '100% italiano' è un Paese, non una zona. Un nome DOP o IGP più la fascetta del consorzio ti dice le cultivar, l'area, e che l'olio è stato controllato contro un disciplinare.
Quanti oli DOP/IGP ha l'Italia?
52 denominazioni registrate, lette dal registro UE eAmbrosia. Le regioni del Sud come Puglia, Calabria e Sicilia detengono la quota maggiore di produzione.