✓ Verificato dal consorzio
SPALLACCI GIORDANO
Quattro denominazioni marchigiane, tutte a rango DOCG, disegnano un portafoglio che tiene insieme bianchi di precisione e rossi di struttura. Sul versante bianco lavorano due Verdicchio Riserva: quello di Matelica, più fresco e continentale, e quello dei Castelli di Jesi, che attinge a un bacino collinare più ampio; entrambi puntano su una definizione minerale che è la cifra del vitigno. I rossi trovano voce nel Cònero, che chiede due anni pieni di affinamento prima di rivelarsi. A parte corre la Vernaccia di Serrapetrona, uva a buccia scura vinificata sia ferma sia spumante, rarità che allarga la gamma verso un registro meno prevedibile. Ogni etichetta rispetta soglie rigorose di alcol e invecchiamento, calibrate sui versanti collinari e sul clima continentale delle Marche interne. Ne emerge un profilo aziendale che rifiuta la scorciatoia dell'immediatezza: vini pensati per il tempo, dove la mineralità del Verdicchio e la tenuta del Cònero misurano lo stesso paesaggio da due prospettive complementari.
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Cosa produce
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva
Cònero
Verdicchio di Matelica Riserva
Vernaccia di Serrapetrona