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LHV – Avezza
Alta Langa è la denominazione che chiede più disciplina tra gli spumanti piemontesi, e LHV – Avezza ne accetta le regole su un territorio ampio, distribuito tra 148 comuni. Il lavoro parte da Pinot Nero e Chardonnay, cui si affiancano altri vitigni idonei non aromatici, per ottenere sia versioni classiche sia rosati di taglio delicato. Ogni bottiglia sosta almeno trenta mesi sui lieviti, il tempo necessario perché la bollicina guadagni finezza e il vino profondità. Con un grado alcolico minimo dell'11,5%, questi spumanti si collocano nella fascia più esigente del metodo classico italiano, dove nulla è concesso all'improvvisazione. La lunga permanenza sui lieviti costruisce complessità aromatica e una struttura capace di reggere l'affinamento, mentre la scelta di restare sui vitigni non aromatici mantiene il profilo teso e verticale. Nel rigore imposto dalla categoria la cantina cerca un equilibrio tra la larghezza del bacino d'origine e la precisione che ogni bottiglia deve dimostrare al momento della sboccatura.
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