✓ Verificato dal consorzio
Lombardini
Con sette denominazioni sotto controllo, Lombardini disegna una mappa quasi completa del vino emiliano. Il baricentro sono i Lambruschi—Sorbara, Salamino di Santa Croce e Grasparossa di Castelvetro—ciascuno legato a un clone locale e a un profilo diverso, dall'effervescenza tesa e minerale ai rossi più pieni. Attorno ruotano il Reggiano e il Modena, che allargano l'areale del Lambrusco, i bianchi dei Colli di Scandiano e di Canossa e il Reno a base Trebbiano. L'insieme copre 86 comuni lungo la via Emilia, tenendo insieme terroir di pianura e di collina. La casa governa l'intera scala dell'effervescenza, dallo spumante al frizzante, senza rinunciare ai rossi fermi che oggi ridefiniscono l'immagine del Lambrusco oltre lo stereotipo. Il filo conduttore è un equilibrio costante tra acidità e freschezza, ottenuto con gradazioni contenute che lasciano spazio alla bevibilità. Più che un catalogo, il portafoglio è una lettura ragionata di come una stessa regione sappia declinare vitigni affini in registri molto diversi.
Contatti
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Cosa produce
Colli di Scandiano e di Canossa
Lambrusco di Sorbara
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro
Lambrusco Salamino di Santa Croce
Modena
Reggiano
Reno