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Principe di Corleone
Principe di Corleone fa risalire la propria vicenda al 1892, quando Giuseppe Pollara riunì i proprietari terrieri della zona di Monreale in un unico progetto vitivinicolo. Quell'operazione teneva insieme ogni passaggio, dal miglioramento dei terreni all'affinamento in cantina, trasformando appezzamenti dispersi in un'impresa coordinata. Da quella scelta di controllo integrale discende l'impostazione attuale della casa, distribuita su due denominazioni siciliane: la Sicilia DOC e la Sicilia IGP. Il repertorio attinge alla tavolozza dell'isola. Tra i rossi figurano Nero d'Avola, Frappato e Nerello Mascalese, mentre bianchi e rosati completano la gamma sotto l'etichetta a denominazione. La doppia veste — la DOC più vincolante e l'IGP più ampia — consente al produttore di muoversi tra rigore disciplinare e libertà espressiva, mantenendo il presidio su tutta la catena che i fondatori avevano immaginato. Oltre un secolo dopo, quella sovrintendenza sulla filiera resta la cifra con cui la casa di Monreale legge i propri vitigni.
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Cosa produce
Sicilia
Extra virgin olive oil with maximum 0.5% acidity and at least 100 mg/kg total polyphenols, showing aromas of green tomato, artichoke and fresh grass with bitter and pungent notes.
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