✓ Verificato dal consorzio
Riccardo
Riccardo lavora nella fascia collinare del Conegliano Valdobbiadene, dove quindici comuni trevigiani dispongono pendii ripidi e suoli minerali che impongono al vino un carattere netto. Il nome, tra i più imitati d'Italia, qui torna alla sua fonte precisa. La base resta la Glera, ma il produttore non la lascia sola: accanto corrono varietà più rare e locali — Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga — che aggiungono ossatura e sfumatura al blend. Da questa tavolozza nascono tre registri distinti: gli spumanti che hanno reso celebre il nome, i frizzanti di beva più immediata e i bianchi fermi, dove il territorio parla senza il velo delle bollicine. Ogni versione risponde ai parametri DOCG, il vertice della piramide qualitativa italiana, pensati per certificare non un'etichetta ma un'origine precisa. È un lavoro di misura più che di effetto: la complessità qui non è dichiarata, è il prodotto della pendenza, del suolo e di una mano che sa quando fermarsi.
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