✓ Verificato dal consorzio
TERRE DI TORA DI ANTONIA D'AMORE
Terre di Tora governa cinque denominazioni protette della Campania, un ventaglio che va dai rossi strutturati del Falerno del Massico — dove Aglianico e Piedirosso raggiungono almeno il 12% dopo dodici mesi di affinamento — fino ai bianchi croccanti dell'Aversa e alla vena aromatica del Roccamonfina. A completare il quadro, la DOC Galluccio e l'IGT Terre del Volturno, che allargano la mappa senza spostarne il baricentro. L'ampiezza qui non è accumulo ma controllo su terroir differenti: pendici vulcaniche che si spingono verso il Vesuvio da un lato, pianure disegnate dal corso del Volturno dall'altro. Ogni denominazione restituisce una diversa lettura della viticoltura campana, tra suoli di origine vulcanica e alluvionale, gradazioni normate dai disciplinari e vitigni autoctoni portati alla loro maturità. Cinque voci, dunque, che parlano la stessa lingua regionale con accenti riconoscibilmente distinti, e che nel loro insieme tracciano una geografia precisa del territorio: dal massiccio interno alle pianure fluviali, ogni etichetta segna un punto diverso sulla carta della Campania settentrionale.
Contatti
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Cosa produce
Aversa
Falerno del Massico
Galluccio
Roccamonfina
Terre del Volturno