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Verificato dal consorzio

Terrenostre S.C.A.

Asti DOCG

Terrenostre lavora sotto un solo cappello, la DOCG Asti, ma è un cappello largo: cinquantuno comuni piemontesi e un vitigno, il Moscato bianco, tra i più aromatici del repertorio nazionale. La cooperativa ne trae l'intero ventaglio consentito—spumante, metodo classico e bianchi fermi—ciascuno con almeno 11,5% di alcol e un mese di affinamento, misure minime che dicono quanto qui conti la freschezza aromatica più della struttura. Il Moscato è varietà che perdona poco in cantina: il suo profilo floreale e agrumato va colto, non costruito, e ogni passaggio di troppo lo appiattisce. Interpretarne al tempo stesso le bollicine tradizionali e le versioni ferme significa muoversi tra due idee di dolcezza e di pressione, tenute insieme dalla stessa uva. La dimensione cooperativa allarga la base viticola su un territorio ampio, dove esposizioni e altitudini diverse imprimono sfumature che il calice registra. Il risultato è una fotografia dell'astigiano nella sua interezza, dalle bollicine più vivaci alle referenze fermentate con misura classica.

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