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Varaschin
La vicenda di Varaschin comincia nel 1922, quando un ragazzo di nome Matteo lasciò la scuola per i vigneti di Conegliano Valdobbiadene, seguendo un istinto che avrebbe attraversato un secolo. Dai viticoltori del luogo assorbì i gesti pazienti e una sapienza pratica, imparando a leggere la Glera come una pianta viva più che come una semplice varietà da raccolto. Su un'unica denominazione si concentra ancora oggi il lavoro della casa, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, cuore spumantistico di quelle colline. Il matrimonio con Emma Brunoro, discendente di antiche famiglie artigiane della zona, saldò due mondi in una sola direzione, e quella radice si avverte tuttora nell'impostazione produttiva. Varaschin prosegue la vocazione delle origini con la cura consapevole che Matteo scoprì da bambino: non un metodo appreso sui libri, ma una consuetudine trasmessa di persona, tra i filari. È in questa fedeltà a un gesto antico, più che in un ampio ventaglio di etichette, che l'azienda misura la propria identità.
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