✓ Verificato dal consorzio
MAGGI MATTEO
Matteo Maggi si muove sui terroir bianchi più quotati delle Marche, con il Verdicchio come baricentro: lo interpreta sia a Matelica sia nei Castelli di Jesi, nelle rispettive versioni Riserva che chiedono diciotto mesi di affinamento. È un tempo che lavora a favore della mineralità e della tensione, plasmando bianchi di struttura più che di frutto immediato. Il portafoglio, quattro DOCG in tutto, non si ferma al bianco. Sul versante rosso c'è il Cònero da Montepulciano e Sangiovese, affinato almeno ventiquattro mesi, e la meno consueta Vernaccia di Serrapetrona, ottenuta da uve nere e proposta sia ferma sia spumantizzata sopra l'11,5% di alcol. Muovendosi tra queste quattro denominazioni distinte, Maggi copre l'intero spettro dell'identità enologica marchigiana—dai bianchi longevi ai rossi di corpo, fino a una rarità spumante nera—e si propone come interprete della varietà regionale più che di un singolo stile, custode di una diversità che pochi presidiano per intero.
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Cosa produce
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva
Cònero
Verdicchio di Matelica Riserva
Vernaccia di Serrapetrona