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Michele Brezzo
Michele Brezzo lavora entro il disciplinare del Roero DOCG, denominazione piemontese che si distende su diciannove comuni e affida al Nebbiolo la struttura dei rossi e all'Arneis la definizione dei bianchi, comprese le versioni spumantizzate. È un doppio registro che il produttore percorre per intero, alternando vitigni tradizionali a una sperimentazione tenuta sotto controllo. Le regole della denominazione fissano riferimenti precisi—una gradazione minima del 12,5% e un affinamento di venti mesi—che Brezzo assume come cornice entro cui cercare struttura e complessità. Il portafoglio abbraccia stili fermi e rifermentati, ciascuno riconducibile al terroir del Roero e agli standard produttivi severi che la sigla DOCG impone. Più che moltiplicare le etichette, il produttore approfondisce un unico territorio, leggendone le due anime—rossa e bianca—attraverso vini che restano ancorati alla fisionomia della zona e alle sue norme di produzione. Ne emerge un lavoro di sottrazione, concentrato su una sola denominazione interpretata in tutte le sue declinazioni.
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