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PALLOTTI FABRIZIO
Le Marche impongono ad alcuni dei loro bianchi e rossi gli standard più severi della regione, e Fabrizio Pallotti li attraversa tutti e quattro. Il registro dei Verdicchio domina il lavoro: le Riserve di Matelica e dei Castelli di Jesi chiedono diciotto mesi di affinamento e almeno 12,5 gradi, un tempo lungo che costruisce struttura e stratifica la complessità di un vitigno spesso frainteso come semplice. Accanto ai bianchi si dispongono un rosso e uno spumante di tutt'altra indole. Il Cònero riunisce Montepulciano e Sangiovese in un blend che matura due anni prima di poter uscire, mentre la Vernaccia Nera di Serrapetrona trova la sua forma nella bollicina, denominazione rara e tutta interna alla provincia. Quattro Denominazioni Protette che non compongono un catalogo, ma una mappa dei requisiti tecnici entro cui si misura la viticoltura dell'Italia centrale: gradazioni minime, tempi obbligati, vitigni ammessi. Pallotti si legge come un produttore calibrato su quelle regole, più che sulle mode del mercato.
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Cosa produce
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva
Cònero
Verdicchio di Matelica Riserva
Vernaccia di Serrapetrona