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Verificato dal consorzio

Pezzini Michele

Lugana DOC

Lungo la riva meridionale del Lago di Garda, dove cinque comuni disegnano la DOC Lugana, Michele Pezzini lavora un solo vitigno: la Turbiana, nome che qui assume il Trebbiano di Soave. Da questa unica uva nascono i suoi bianchi, declinati nelle versioni classica, superiore e riserva, senza che il progetto si allarghi verso altre denominazioni. È una scelta di concentrazione, non di ampiezza: una sola origine, letta su gradi diversi di maturità e affinamento. Ogni bottiglia parte dal minimo dell'11,0% di alcol, e la soglia dice molto dell'intenzione. Il calice non cerca il peso alcolico né la firma del legno, ma la precisione minerale che il suolo gardesano restituisce. La texture resta sottile, quasi tesa, e lascia parlare il terroir più della mano del cantiniere. Ne esce una lettura verticale della Lugana, dove la costanza della materia prima conta più della varietà dell'offerta, e dove ciascuna versione misura la stessa Turbiana su respiri e concentrazioni distinte.

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