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Piancornello
La vicenda di Piancornello comincia nel 1950, quando Zefiro acquistò un casale settecentesco nella zona di Sesta, a Montalcino, e vi mise a dimora i primi filari di Brunello. Quei suoli rossi avrebbero poi accompagnato quattro generazioni della stessa famiglia, radicandone il lavoro a un unico vino: il Brunello di Montalcino DOCG. Oggi la proprietà misura una ventina di ettari su un altopiano sospeso tra Sant'Angelo in Colle e Castelnuovo dell'Abate, dove un marcato microclima mediterraneo scalda il Sangiovese coltivato in biologico. Il vino riposa almeno quarantotto mesi prima di uscire, un'attesa che non è formalità ma il tempo necessario perché struttura e profondità si compongano. In quella lentezza si legge la doppia fedeltà di Piancornello: agli stessi terreni, lavorati senza interruzioni di mano, e a una denominazione che non ammette scorciatoie. Il risultato è un Brunello che porta insieme il segno del terroir e quello della continuità familiare.
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