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Verificato dal consorzio

Bordone Giuseppe

Roero DOCG

Da Montà, all'estremità settentrionale del Roero, Bordone Giuseppe coltiva queste colline concentrandosi su un'unica denominazione di vertice, il Roero DOCG. È una viticoltura familiare costruita su due vitigni autoctoni: il Nebbiolo, che qui dà rossi strutturati ma più slanciati rispetto ai cugini di riva sinistra del Tanaro, e l'Arneis, bianco croccante che si presta anche alla spumantizzazione. Il paesaggio detta il metodo. Tra le Rocche—le pareti erose che tagliano il territorio—i suoli calcarei guidano una maturazione che l'azienda preferisce non forzare, con un approccio paziente e rispettoso del terroir. L'affinamento, mai inferiore a venti mesi, cerca profondità e complessità sia nelle versioni ferme sia in quelle frizzanti. È un lavoro che rifiuta la scorciatoia dell'estrazione facile e punta invece sulla finezza, coerente con l'identità di una denominazione che ha saputo ritagliarsi un'autonomia netta rispetto al Barolo e al Barbaresco. Ogni bottiglia porta il segno di questa geografia minuta e verticale.

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